programmato da BhaiSidhe alle ore 02:21
domenica, 13 luglio 2008

12 Luglio 2008 - Piazza del Castello - Udine

Lei non è una musicista... Lei... E' LA musicista... E Lei... Non è solo una musicista. Troppo pochi a conoscerla, ma impossibile dimenticarla, Impossibile. Loreena McKennitt.


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programmato da BhaiSidhe alle ore 13:40
giovedì, 26 giugno 2008

Televideo Rai:

26/06/2008 11:29
Economia
CORTE CONTI: ITALIA HA DISPERSO 30 MLD
Il 2007 è stato un "anno positivo per i conti pubblici" i progressi registrati "sono riferibili ancora al forte incremento delle entrate". Lo rileva la Corte dei Conti nella relazione sul rendiconto generale dello Stato 2007. La Corte è, però, "proccupata" per l' incremento della pressione fiscale ed invita a "ridurre la spesa pubblica con regole rigide" pena il rischio di dover "rinunciare alla riduzione della pressione fiscale". L'Italia ha "disperso" nella spesa pubblica 70 mld risparmiati quando ha aderito all'euro.

Buffo eh? Chissà come sono andati dispersi, chissà da chi...
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programmato da BhaiSidhe alle ore 21:02
martedì, 24 giugno 2008

Arriva l'estate... Per l'ennesima volta puntuale e calda come ogni anno... Ah l'estate... Non voglio dilungarmi, come fatto in passato sulle meraviglie dell'estate. Tuttavia, per chi non ne fosse ancora stato informato l'estate è fatta anche di esseri umani normali e non solo di ragazze e ragazzi bellissimi che non mangiano, sono sempre profumati e palestrati e sculettano ventiquattr'ore al giorno su qualche discutibile latinoamericano.
D'estate, lontane dalle telecamere, magari rintanate nelle loro tane con un devastante senso di colpa per lo spreco di energia e il loro povero condizionatore acceso, esistono anche le persone che sudano e hanno bisogno du una doccia giornaliera, forse, anche un paio. Queste singolari creature sono costrette, tuttavia, di tanto in tanto ad uscire dalle loro tane... Ecco, devo fare un "mea culpa" e additare anche me stessa che ho avuto l'ardire di andare a comprare una nuova tenda per la doccia. Già... Tra coloro che non ballano i latinoamericani d'estate ci sono anche quelli che, per la doccia, non hanno un box, ma la tenda.
Ed ecco uno di quei grandi centri dove per la casa c'è tutto... Proprio tutto. Ci sono perfino commessi specializzati per i vari settori. E qui... iniziano i problemi.
Una intera parete piena di tende per la doccia. Il paradiso degli animaletti anti-estate come me. In pochi secondi accorre un commesso, un ragazzotto volenteroso, ben piantato e dall'aria del tutto cordiale che chiede affabile: "Posso aiutarla?"
Credo di non aver mai trovato un commesso così velocemente in nessuno di quei grandi centri. Impossibile dirgli che facevo da sola.
io: Mi serve una tanda per la doccia, dimensioni...
commesso: I box doccia sono nell'altra corsia, mi segua
io: ...
Silenzio.
io: No, mi serviva una tenda, per la doccia...
commesso: ...
io: Una di queste
commesso: ...Per?
io: La doccia...
Dopo alcuni istanti di perplessità e imbarazzato silenzio il ragazzotto ne afferra una, a caso per mostrarmela.
commesso: Sono qui.
io: Sì...
commesso: Per le docce ad angolo
io: no a me serve piccola, 120 x 200
commesso: Non le abbiamo.
io: ...
commesso: ...
io: Come non le avete... Quella che ha in meno lei è 120 x 200
Ancora un istante per fargli guardare quell'imballaggio e sperabilmente comprendere che  quel grosso pallino adesivo rosso vivo nel riquadro con scritto 120 x 200 segnala le misure della tenda
commesso: ce ne deve essere rimasta una.
io: E quelle?
commesso: Quelle sono ad angolo
io: ...
commesso: Arrivederci.
io: Arri...
...Ma no, non scherziamo. Non lo volevo rivedere, specie nel reparto dove avrei dovuto fare acquisti. Totale: 6,40 € tempo trascorso un'ora e mezza. Prima di poter trascinare la mia Carcassa a casa.

 
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programmato da BhaiSidhe alle ore 19:38
lunedì, 23 giugno 2008

Faccio danza Irlandese da anni ormai... Tra pause e e momenti della vita che dalla danza mi hanno tenuta lontana. Mi manca, l'Irlanda, come mi avessero portata via da Casa.

Jean Butler:
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programmato da BhaiSidhe alle ore 17:09
domenica, 22 giugno 2008

C'è da dire che io, Baricco, non lo conosco per niente. Leggere un libro, di un autore, solo perchè te lo passano degli amici non ti fa conoscere quell'autore eppure... Eppure, ultimamente, sento più il suo nome che quello di mio fratello.
Perchè?
Tutto accadde nella tarda mattinata di qualche mese fa. Un postino che avrebbe barattato più che volentieri il suo motorino con una canoa e che stava mettendo le branchie sotto un diluvio incessante dopo alcune bestemmie che mi risparmiò mi consegnò un pacco. Un pacco splendido pieno di affetto... E di regali.
Scartai, lessi il biglietto festeggiai per quelle cose meravigliose e cacciai "Novecento" sopra "Freud, tutte le opere" e "Clanbook Lasombra" e sotto "Fondamenti della Tecnica Psicoanalitica" e una raccolta di Poesie di Yeats.
Baricco dovette attendere almeno un paio di settimane e un momento in cui... Chi aveva tenuto quel libro tra le mani prima di me mi mancava particolarmente. Lessi il libro, un bel libro da spartire in 3 giorni di mancanza.
Baricco restò sulla mia scrivania, tra Dickens e Joyce, tra Durrell e Freud, tra la Klein e Winnicott e nella mia testa, tra le parole e i ricordi.
Ma... Ma qualcuno pensò bene di farlo tornare attuale. Chi mi spedì quel libro aveva una bruciante passione per questi scritti, simile a quella che io nutro per Yeats. Chi mi fece conoscere Baricco non me lo fece conoscere per il suo talento, me lo presentò come uno degli amici della compagnia con cui si esce la sera come un fratello maggiore o, forse come un padre, uno zio, un conoscente un amante, un luminare qualsiasi cosa che non fosse la fretta definizione di autore.
In pochi mesi il risultato fu che io ora conosco la voce di Baricco meglio di quella di mio fratello.
Che io so esattamente come sono fatte le mani di Baricco, quanti anni ha, dove vive.
Io so che Baricco ha uno straordinario talento artistico e che non sa dire la z.
So che Baricco ha letto Márquez, che io non ho mai letto e so a memoria come ne parla e so che ha parlato di Cyrano, che io adoro, che ho amato fino a piangere.
So che faccia ha Baricco e so che faccia avrebbe dopo essere stato fotoritoccato.
So in che siti lo ammirano, in quali ne parlano per sommi capi, cosa ha fatto, cosa farà.
So perfino cosa potrebbe fare nella fantasia d'altri.
Prima o poi, ne sono certa, pur senza la sua collaborazione e tra qualche anno quando, anche se non glielo auguro, sarà meno difficile contarli, saprò anche quanti capelli ha sulla testa.
In fine... Caro Baricco so quanto mi hai fatto ridere, sorridere, pensare, scherzare grazie a tutto quel che hai scritto che... chissà, poi, se nella mia brutale ignoranza leggerò mai. Ma ti garantisco che è arrivato tutto, parola per parola, virgola su virgola come una goccia su un'altra goccia tramite sorriso che non vedo ma che sento, sorrisi che emozionano.
Non potevo deiderare modo migliore per conoscerti che attraverso le emozioni e la felicità di una persona cara...

Sì perchè... E' così che io, conobbi Baricco.
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programmato da BhaiSidhe alle ore 17:53
martedì, 16 gennaio 2007

Allora... Questa cosa la scrivo perchè questo uomo detto Damiel mi ha invitata a fare questa catena che non ho ben capito cosa sia, ma che in pratica devo fare... Di Cinque cose che nessuno sa di me.
Bon, cominciamo.

1. Di me si sa tutto quindi abbiamo già perso in partenza. E io non so come riempire gli altri quattro punti... Questo è un problema abbastanza grosso, in effetti.
2. Non so come riempire gli altri punti di questa cosa e, se non lo so io, come fanno gli altri a saperlo? Questo implica che il primo punto sia, in parte, falso e mi da modo di passare al terzo.
3. Non saprete Mai se dico la verità o mento e, per logica dei primi due punti, nemmeno io lo so, ma seguendo la logica della catena io lo so: so di non sapere e, contemporaneamente non so di sapere. Fico.
4. Dai punti precedenti si evince che si stanno dando per scontate troppe cose... Non sapevo di darle per sontate, ma forse qualcuno di voi, accortosi dei Saldi, lo sapeva. Ma io non so che lo sapeva, quindi lo scrivo.
5. Considerando i quattro punti precedenti... Non lo sapevate, eh, che ero così rincoglionita?!
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programmato da BhaiSidhe alle ore 20:57
martedì, 26 dicembre 2006

Quest'estate non ci potevo credere, ma era proprio così. Un certo... Damiel, tanto per non farlo riconoscere da nessuno, non conosceva l'esistenza della Sabbia Magica. Una mancanza da colmare e io credo di sentirlo come dovere morale. Chi tra quelli della mia generazione non la conosce (a parte Damiel?). Va bene, abbassate la mani... No, non alzate altro. Si tratta di una polverina e vedo già gli occhi dei più brillare. era contenuta in una bottiglietta che era un qualcosa a metà tra una lampada magica e la cattedrale di Sanpietroburgo. Suggestiva, decisamente arabeggiante. No, no, non era solo un vezzo. Si trattava di uno strumento di precisione. Per fare cosa? Beh... Tutti voi avranno presente le piccole cacche che i bambini amano fare con la sabbia così mista ad acqua da essere liquida. E... Se non avete presente queste cose... Provatele, o non sarete mai abbastanza avanti per la Sabbia Magica.
Bene, dopo aver umiliato una buona metà dei lettori, procediamo.
Era necessario prendere una bacinella d'acqua e sparare uno spruzzo di sabbia magica con la stessa potenza che avrebbe un idrante. Sì perchè, se quella potenza non era abbastanza si fermava sulla superficie. Quando ero bambina io i giocattoli non facevano come nelle pubblicità. Si ribellavano. Ci voleva una certa maestria, ai miei tempi, per giocare... In ogni caso... Se avevate le giuste capacità la sabbia magica formava "cacche" impermeabili sott'acqua nelle bacinelle che, non conoscendo i risultati, voi non prendevate mai trasparenti. Sembravano un po' dei tentativi di miniatura della Sagrada Familia di barcellona. Sempre incompiuti, proprio come l'originale. E poi subentrava la Mamma che, nello svuotare la bacinella, tentava con mirabolanti peripezie di recuperare le vostre cacche di Sabbia Magica perchè, con quel che costava, doveva essere riutilizzabile per forza. La mia, la faceva asciugare sulle salviette di carta, toglieva la cupola dalla bottiglietta e la ributtava dentro con un imbuto.
La mia sabbia magica era blu. Blu con la cupola gialla anche la bottiglietta. Credo che il colore della Sabbia Magica che si ha avuto da piccoli possa influenzare la personalità, molto più di un qualsiasi altro tipo di Trauma. Resta solo da vedere come reagiscono coloro che da bambini non la hanno mai avuta davanti alla sabbia magica stessa, ma, a sentire il mio amico Damiel col diniego, dieniego e nient'altro. Un forte diniego come: "Non esiste la Sabbia Magica", ma sai, mio caro Damiel, che ti dico? Puoi non crederci, se vuoi, ma un giorno la Sabbia Magica ti si parerà davanti, tu ne strofinerai la bottiglietta e avrai il tipico "lampo di genio".
Hai paura?
Dovresti...

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programmato da BhaiSidhe alle ore 14:33
domenica, 24 dicembre 2006

Aaaah! Il Natale! La festa da trascorrere in famiglia per eccellenza... I suoi preparativi, l'attesa dei regali...
Per ognuno il Natale ha degli intimi significati, oltre a quelli universali. Per me ha il sapore delle statuette di terracotta con le gambe mozzate le lampadine dell'albero che cortocircuitano, le pecore del presepe messe a dormire, il cattivo gusto della gente, la fuga dagli auguri e una forte sensazione di nausea, per completare.
Ma andiamo con ordine, andiamo con ordine.
Il Natale "con i tuoi", quando ero solo una mocciosa, valeva anche per i miei genitori. E c'era, come al solito, il giro dei parenti che, a parte una loro naturale estinzione, non ha mai avuto fine. E così io mi ammalavo. E me ne stavo in casa di mia nonna, che poi, era attaccata alla mia. Mia nonna aveva delle fantastiche statuette del Presepio in terracotta che metteva sopra della sabbia vera. Finita la sabbia, e finita chissà dove, forse, volata sul pavimento... Ecco che a volare sul pavimento erano le bestiole in terracotta. Ma era meraviglioso vedere come le loro gambe si spezzavano e, sfilandole, vi si trovasse un'anima di fil di ferro. Potevano ancora camminare e lasciare le righine sulla sabbia. Erano entusiasmanti. Poi, più avanti con gli anni, scoprii che quelle statuette doveva averle avute anche Salvador Dalì per poter avere la giusta ispirazione per la sua "Tentazione di Sant'Antonio". E, forse, anche Sant'Antonio, le aveva avute, avendo le mie stesse tentazioni. In ogni caso... Compresi in quel momento perchè prima della messa di Natale ci si doveva Confessare.
Le lampadine dell'albero, invece, erano una costante che non dipendeva da me. I miei pensavano cortocircuitassero perchè staccavo e riattaccavo velocissiamente la presa multipla a cui si attaccavano. Ma negli anni successivi, quando mi fu vietato, le lampadine si comportavano allo stesso modo. Saltava sempre, per prima, la gialla. E poi, per un processo irreversibile, tutte le altre la seguivano. Mi chiedevo sempre se, il ffatto di usare un albero vero, fosse propedeutico a non farne incendiare uno finto, più infiammabile. Gli alberi andavano salvati. Non era questione di buonismo ambientale... E' che ci erano appesi i cioccolatini... Anche se, prima di Natale, restavano i filetti dorati con il cadaveri di quelle carte luccicanti e multicolori. Ma questo, solo per i cioccolatini consumati nell'illegalità.
Il mio presepe aveva le pecore di plastica, non quelle di Dalì, per capirci. Non sono mai riuscita a mozzare le gambe di quelle pecore ed era una plastica troppo dura da masticare, non come mani e piedi di Barbie che erano, invece, un invito alla dentizione. Così non mi restava che capovolgerle tutte, la notte. Dovevano dormire, povere bestie. Avete mai brucato o allattato per 16 ore al giorno, voi? Ma ogni mattina mia madre le rimetteva all'opera fino al grande letargo annuale in vista del Natale successivo.
Ma il Natale, il mio Natale, è fatto anche d'altro. Osservazioni, considerazioni. Ad esempio, mi sono sempre chiesta, perchè la gente aspetti il giorno stesso del Natale per estrarre dall'armadio una serie di capi pacchianissimi, luccicanti, e dall'abbinamento di colori abominevole. Un fuggiasco di un campo nomadi che avesse sostato ad un cassonetto della Caritas prendendo quel che trovava per coprirsi sarebbe senza dubbio più elegante. Ma loro... Oh, loro si sentono bellissimi. Ma non basta. Non procura solo... Conati di vomito, tutto questo. Ad un tratto queste creature mostruose, con marchiato a fuoco nelle loro labili memorie "A Natale siamo tutti più buoni" si avvicinano, in preda, appunto, a questo esubero di buonismo sgusciano tra la folla augurando un Buon Natale. Che poi, a loro, non gliene frega niente, davvero, che il mio Natale sia buono visto anche che se ne ciavano per tutto il resto dell'anno. E questa fuga, questa nausea, si sommano sempre alla malattia di stagione che arriva il 24 di dicembre e se ne va il 2 gennaio per avere, a volte, una ricaduta verso il 4 e sparire completamente il 7, per la ripresa dei grandi lavori.
E con queste parole, parole sentite auguro buon Natale a tutti!

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programmato da BhaiSidhe alle ore 00:40
sabato, 23 dicembre 2006

Torno dopo un anno... L'erba cattiva non muore mai... E chi non muore si rivede...
Aaaah la saggezza popolare!
In ogni caso, un po' di pulizia e si ricomincia...
La merda va eliminata con cura e perizia.
Oppure va collezionata, vedete un po' voi dove volete inserire questo blog... Se vi piace nei vostri preferiti se non vi piace nel deretano.
Bye bye!
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programmato da BhaiSidhe alle ore 16:06
venerdì, 09 dicembre 2005

Ma torniamo alle cose importanti! E l'importante è partecipare... Poi la fregatura che ti prendi non conta anche perchè solo osare sperare di non pigliarla è utopica come cosa... E allora in marcia (e marcia non è una parola scelta a caso... un po' come il 6 marso) come tanti lemmings che vanno a morire nei modi più idioti, ma vanno sempre avanti, non si fermano per niente al mondo...
Io mi comporto spesso come un lemming. Anzi, peggio... Decido caparbiamente di fare una cosa e vado avanti nonostante i segni infausti del destino... Compaiono scritte di fuoco nel cielo d notte, il Padre Eterno mi spedisce le raccomandate, incontro per strada gente con scritto in fronte "sono un profeta" oppure "prevedo il futuro" oppure con un terzo occhio in fronte, tutti che mi scosigliano di fare quello che sto facendo, ma io, furba come un roditore, aziono a tutta velocità le mie zampette per passarci sopra o schivarli. Ed ecco che vado ad annegarmi nel mare della triste realtà. E mi ritrovo a ridere (per niente sicura che ridere sia il comportamento più azzeccato per il caso specifico) a darmi della cretina.
Senza dubbio è tutta colpa mia anche se ogni tanto ancora sto a chiedermelo se sono io che sono un roditore o è anche un po' la gente con cui ho a che fare che sta male...


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programmato da BhaiSidhe alle ore 23:00
venerdì, 18 novembre 2005

Giusto perchè questa sera non ho niente da fare è il caso che mi cali nella parte di futura psicologa fallita che lavora per giornali tipo "cioè" o di psicologa con rilevanti ritardi mentali e uno spiccato senso tendente al patoligico tipo il tizio che dà consigli quantomeno discutibili su "love line" di MTV. Cosa significa tutto questo? Ma niente che sparerò una pletora di stronzate :°)
Cominciamo... Nonostante tutti i miei intensissimi sforzi mi sono accorta di non essere ancora riuscita a far toccare il fondo al mio blog. La concorrenza è spietata e non solo su splinder. Addentrandomi nel mondo dei bloggers mi sono accorta che ci sono fin troppi spazi per piazzare il proprio blog e che sono fin troppo facili da usare... Li complicassero un po' diminuirebbe la concorrenza. Lo ammetto, avevo perfino pensato di inventarmi un fidanzato immaginario (per non offendere nessuno più che altro...) con poteri soprannaturali, magari un vampiro (tanto ci sarebbe sicuramente stato chi ci credeva) e poi mettermi a scrivere ogni volta i nostri problemi di coppia... Però i problemi alla lunga smarronano la minchia, son sempre gli stessi e, perfino nel caso si fosse trattato di un fottuto vampiro sarebbero stati quantomeno patetici. Per non parlare dei peli pubici che possono crescere ad un vampiro... Quello sarebbe stato un problema la cui soluzione non è che un'utopia, quindi avevo optato per scrivere che eravamo una coppietta perfetta che la vita andava bene e fare le cronache delle trombate migliori... Avrei potuto fare la parte della pupa del boss ma che figura ci avrei fatto se poi qualcuno mi avesse obiettato che ai vampiri non si rizza? No... Bocciamo la figura del vampiro NOI umani non ne capiamo un cazzo, specialmente Othello che più che schitarrare (sì schitarrare è giusto, scatarrare è sbagliato...) da mattina a sera non fa... Poi le storpiature come vampirlo le prese per il culo come Dra-cula... No... Quindi prendiamo un povero cristo qualsiasi, sempre inventato per non insultare nessuno e iniziamo a fare la cronaca della nostra stupenda vita insieme (i problemi fanno cascare le palle anche se si tratta di un essere umano)... Il fatto è che scrivere tutte le trombate stupende diventava impegnativo... Se non scrivi non tombi oppure il tuo lui immaginario oltre che essere immaginario è pure una mezza sega, se scrivi devi scrivere tutti i giorni e rompe anche il le palle... Nel blog si scrive solo quando il resto dell'umanità pare aver abbandonato il pianeta... Così ho cambiato i miei piani rinunciando alla vetta della demenzialità e rendendomi conto di non poter competere con le reginette del blog. Mi sono prefissa di descrivere in modo scenico ed esagerato degli eventi paricolari facendo sfoggio del mio linguaggio forbito tipo finta acculturata contestatrice trasgressiva all'avanguardia ed emancipata... La prima fregatura era il linguaggio forbito che, come i problemi (non che vada tanto distante da una struttura psicotico/ossessiva), dopo poco scassa parecchio la sacca scrotale tritandone il contenuto... Seconda cosa non sapevo cosa cavolo contestare per non amalgamarmi ad una qualche fazione dovendo essere anche trasgressiva a tutti i costi... E non potevo nemmeno fare come i trasgressivi altrimenti non sarei stata abbastanza trasgressiva e nemmeno contestatrice... Eliminiamo anche questi 2 elementi... All'avanguardia non poteva reggere... Metterci più di una settimana per farsi un template in css dimostra chiaramente che più che all'avanguardia sei una pippa... Finta acculturata poteva anche andare bene il problema era l'impopolarità. Se una persona veramente acculturata legge quello che scrive una finta acculturata la copre di merda perchè è ignorante e se una zotica legge quello che scrive una finta acculturata la snobba perchè le persone che hanno a che fare con i libri sono delle palle mortali... Restava emancipata ma se poi invento male qualche trombata o parlo di un pompino rischio di prendermi dell'ipocrita ingnorante da qualche femminista con troppa voglia di cazzo o da quelche bacchettona bigotta anch'essa con tanta voglia di cazzo... E allora l'unica è continuare a sputare veleno un po' su tutti con un filo di malvagità e di orgoglio... Infondo la maggior parte delle persone è così stupida da non accorgersene e l'altra parte ha la coda di paglia :°)

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programmato da BhaiSidhe alle ore 03:29
giovedì, 27 ottobre 2005

Sarsfield si arrende e Rory prende la via delle colline

Mio zio Donald mi raccontava spesso la storia, che aveva a sua volta udito da suo nonno, di quando Limerick si arrese a Guglielmo d'Orange e sembrava che non ci fosse più nulla per cui valesse la pena di combattere, visto che ai guerrieri irlandesi in ritirata non rimaneva che scegliere tra la bandiera francese, che sventolava su di una collina, e quella di Guglielmo, che sventolava sulla collina opposta.Ma allorchè gli irlandesi scelsero in massa lo schieramento francese, capitanati dal coraggioso Patrick Sarsfield, un certo Rory, un valoroso combattente che durante la battaglia aveva riscosso l'unanime ammirazione, si dimostrò tanto impavido da scegliere di mettersi per conto suo. Infatti,mentre si schierava sotto le bandiere di Re Luigi, uno dei capitani di Sarsfield, vedendo Rory che se ne andava per conto suo, lo chiamò: "Rory," gli disse "non vieni in Francia con noi?".
"No!" rispose secco Rory.
"Siamo sicuri che non stai andando da Guglielmo?"
"No, no!" negò ripetutamente Rory.
"Nel nome del Signore, non scegli dunque nulla?"
"Scelgo l'Irlanda."
"Sei pazzo. L'Irlanda è perduta e non c'è rimasta nemmeno un'anima solitaria a combattere per lei."
"L'Irlanda è la terra su cui cammini" si limitò a rispondergli Rory. "E io combatterò per lei."
"Ma non hai nemmeno un manipolo di uomini al tuo seguito, e l'Inghilterra ne ha centinaia di migliaia."
"Dietro di me si leverà un'armata più numerosa dei capelli che hai sulla testa" ribattè Rory.
"Cosa intendi dire?"
"Dio metterà una spada in pugno ad ogni angelo di cui dispone e lo manderà in mio aiuto, allora le centinaia di migliaia di soldati inglesi si scioglieranno come neve al sole."
"Quando?" chiese il capitano con un ghigno.
"Quando Dio lo vorra. Forse tra un anno, forse tra cinquecento; ma, presto o tardi, Rory vincerà."
Così, fucile in spalla, Rory girò sui tacchi e prese la via delle colline.

(Racconto della contea di Donegal. Scrittore Seamus MacManus, 1952)


E' una delle tante storie Irlandesi di cui faccio parte e che fanno parte di me...

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programmato da BhaiSidhe alle ore 13:59
mercoledì, 12 ottobre 2005

...A te che stai morendo... Insegnami il tuo coraggio...

Lentamente

Lentamente tu scendi la china
mormorando parole senza senso,
io con calma ti seguo finchè posso,
come se non avessi più alcun peso.
Lentamente ti apri e ti ritrai
e sicura continui la tua danza
mentre il filo che dipani dolcemente
senza fine mi avvolge e mi accarezza;
amore mio, è così che ti sento respirare
ed io so bene il tuo fiato sottile,
quando fra realtà e fantasia
la linea che tracciamo è così tenue.
Lentamente ti muovi e le tue mani
mi aiutano a capire quel che dici,
fino a quando il tempo non ritorni
a portarci i suoi doni inariditi.
In silenzio mi guardi e ti appartengo,
così piccola ed io tanto lontano,
ti spio mentre gli occhi tuoi son chiari
e piano piano cercano la riva.
Amore mio è così che ti vedo allontanare
ed io so bene il tuo silenzio assente,
quando fra realtà e fantasia
la linea che è segnata è così grave.

Angelo Branduardi - Angelo Branduardi 1974


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programmato da BhaiSidhe alle ore 03:21
giovedì, 06 ottobre 2005

Arrivano i primi freddi... E la mente corre subito a quel dolce gingillo... No... no, fermi non cominciamo... Tutti quelli della mia generazione conosceranno il PISOLONE... Non il pisellone il pisolone! Io ero tra i fortunati che ne possedevano uno, guardacaso quello a CONIGLIO... Vecchi ricordi... Comunque il pisolone era figo e faceva figo. E ancor oggi chi non lo ha avuto e non lo ha ne vorrebbe uno... Il freddo col pisolone non esiste più. Cito come al solito la mia autrice preferita:

L. scrive:
stavo pensando di farmi regalare il pisolone se esiste ancora
L. scrive:
così potrei direttamente saltellare per la casa avvolta in quel cazzo di CONIGLIO
L. scrive:
senza rischiare il congelamento

E i pisoloni erano tre cane, coniglio, e orso, per poi dare origine a molti altri... Il coniglio era richiestissimo:

L. scrive:
però il coniglio alla fine era l'unico decente
L. scrive:
gli altri facevano scago

Non importa quanto si è cresciuti è un po' come la spada degli jedi, non tramonta mai:

L. scrive:
è sempre stato il mio sogno
L. scrive:
ma non me l'ha mai regalato nessuno
L. scrive:
a parte che dubito che ora ci starei dentro
L. scrive:
però insomma
L. scrive:
era stiloso
L. scrive:
ma babbo natale non ha mai cagato di striscio il mio appello disperato per avere il pisolone
L. scrive:
quindi ora sono destinata a fare la fine di otzi

... e protegge dal freddo. Non importano gli scompensi del pisolone come il fatto che il naso del coniglio stesso puntasse al cervelletto tenendo la testa incastonata a mo' di attaccapanni piantato nel cranio. Il grande freddo, perciò si combatte solo con il pisolone, ma il pisolone non è solo per proteggere dal freddo... E' anche una moda, un modo di essere, di concepire l'esistenza, di crescere e di formare la propria personalità... Ci sono domande fondamentali che aspettano risposte come ad esempio: "Il pisolone riduce la narcolessia nel futuro adulto o ne incoraggia il formarsi?" e ancora "Il naso del pisolone provoca danni permanenti al cervelletto?" oppure: "Meglio non avere il pisolone o avere l'animale sabagliato? Il pisolone a forma di animale che non si desiderava?"...
Lanciamo il sasso e nascondiamo il braccio...



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programmato da BhaiSidhe alle ore 15:09
giovedì, 29 settembre 2005

Fortuna Imperatrix Mundi! Ma qui con fortuna s'intende sorte anche perchè mi pare chiaro che se la fortuna ha qualche potere sia la sfiga a regnare sovrana... No? Pur essendo estremamente razionali e del tutto distaccati dal caso e dal fato senz'ombra di dubbio possiamo affermare che a volte della sfiga ci siano le prove concrete... Parlo per me... Mi è capitato parecchio tempo fa che mi venisse presentato un essere piuttosto stupido formato più da pelo che da acqua che non ha fatto altro che portare rogna e merda nella mia vita finchè non ne è stato in qualche modo espulso circa come uno stronzo... E la sfiga si sposta sempre su questo tipo di intrecci, cioè quelli dei peli, magari scende fino ai pubici e con estrema convinzione affermo che portano più sfiga quelli di... Perfino di Ville Valo credo... E non sto dicendo poco... A causa di... "Quello" ho rischiato di morire ammazzata almeno un paio di volte... Poi mi ha rovinato il pc... A quanto pare non è l'effetto che fa a tutte... Eppure tutte le darkrettine che se lo filano sono così estremamente tristi... Avrà ammazzato i loro gatti? Lo so... Tutto ciò renderà il mio blog estremamente impopolare, ma questo è un tributo alla Fortuna, non al buonismo... Sì ecco, allora forse non è nemmeno un blog... Non vago di quindicenne in quindicenne a fare i complimenti e a dare consigli a persone che non conosco? Non faccio come gli alcoolisti anonimi alzandomi dalla sedia della vita imprimendo quindi la mia voce forte nel web? No, io sono abbastanza fortunata da non doverlo fare, almeno non coattivamente, ma non sono abbastanza fortunata da avere un romanzo d'appendice personale da raccontare...


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programmato da BhaiSidhe alle ore 19:43
giovedì, 16 giugno 2005

Sto studiando un libro splendido...

"Ironizzando, si potrebbe forse dire che c'è davvero da dubuitare delle condizioni mentali di una persona che chiede ad un'altra di cambiargliele..."
Antonio Alberto Semi


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programmato da BhaiSidhe alle ore 22:11
martedì, 31 maggio 2005

Ah, l'estate! Che MERAVIGLIOSA stagione! Dopo la primavera, quando sicuramente ognuno di noi ha trovato il compagno o la compagna ideale, arriva l'estate tra capo e collo da trascorrere con l'amato raccattato come un fungo in un bosco e sbattuto nel nostro cestino della vita!



E adesso l'estate con le sue scene tipiche! Non capisco perchè nelle rappresentazioni mentali stereotipiche  dell'estate vengano sempre tralasciati i particolari più frustranti... Voglio scorrere alcuni di quei quadretti felici ed idilliaci come la merenda ad un tavolino circondato dal verde in una tipica campagna assolata in Northumbria o da qualche parte poco lontano dalle rive del Tamigi...



Una delle persone che più stimo al mondo mi ha ricordato questo:



L. scrive: pensavo di mangiarmi delle fragole..
L. scrive: è molto chic merendare con le fragole



Fragole con panna, macedonia, gelato, succo di frutta fresco...



Attenzione, fermi... Siamo in Italia ed ecco che il verde diventa giallino di erba bruciata e il sole inizia a scottare. Perchè abbiamo scordato che la panna si squaglierà in meno di 30 secondi e in 5 minuti la frutta della nostra macedonia inizierà a fermentare? E il gelato? Ne vogliamo parlare? Una deliziosa brodaglia che avrà la singolare caratteristica di renderci appiccicose, non si sa come, perfino le orecchie.



Ma proseguiamo. Il sole a picco sulle nostre capoccine ci martellerà regalandoci una fantastica emicrania e stressati, dopo 15 minuti, grondanti di sudore ci si avvia al primo baracchino di qualche urlatore peloso a cercare una bottiglietta d'acqua a prezzi fantascientifici perchè è... FREDDA??? Eh no! Non si può bere acqua troppo fredda! Si rischia qualsiasi tipo di patologia descritta in un manuale medico esclusa, forse, l'eiaculazione precoce, ma solo per le donne...



Meglio dirigersi al mare... Aaaah, il mare! Il mare sì... La spiaggia, la crema solare profumata, il sole e quel chioschetto in stile jamaicano... E quei bambini insolenti che corrono alzando la sabbia che si attacca alla crema solare entra negli occhi e nella bocca... E... Perchè si tirano secchiate d'acqua sporca? Dove diamine l'hanno trovata quell'acqua putrida quando hanno un mare in cui entrare per bagnarsi? E perchè il piccolo rivale del bimbo col secchio si piazza sempre davanti alle nostre sedie sdraio o ai nostri asciugamani? E soprattutto perchè LUI riesce sempre a schivare l'acqua putrida? Meglio fare un bagno! Ovviamente dopo aver superato km di sabbia rovente e una serie di atleti dilettanti che dedicandosi a calcio, tennis, pallavolo, beach-volley spesso molto simili al rugby tentano di bersagliarci con i contesi palloni... Finalmente in acqua...



Che sollievo! Oh! delle creature marine... Urticanti! Le meduse!!! Beh, è un segnale che il mare è pulito... E che noi torneremo fuori dall'acqua! ^-^ Bene... Resta il chioschetto in stile jamaicano... In questo locale sembrano rendersi conto in modo esagerato della suddetta pericolosità delle bevande fredde... Ma così sembra di bere... Ehm...



La montagna! In riva al torrente a saltare come caprioli da un masso all'altro in mezzo ai rivoli e le correnti schiumose ed implacabili! Hop! Hop! Hoooop! Hooooooooops! Plof!!! Beh Può capitare no? Ci sono sempre le passeggiate... Al fresco! Peccato che l'emicrania per il sole arrivi anche qui insieme alle scottature del mare... E quella salita... Non sembrava così ripida a vederla... Una salitina nel dolce praticello tra fiori variopinti, genziane, rododendri e qualche stella alpina da cogliere... Eh no! Giù le mani! Niente bifolchi stupratori della natura. Quella stella alpina è lì per essere vista da tutti. Rispetto per la natura, la montagna ci insegna anche questo.




Proseguiamo nella faticosa salita! Che soddisfazione poi voltarsi a guardare la vallata! Eh sì, prima eravamo proprio lì dove adesso c'è quel gitante appena sceso da quel fuoristrada che... Ahaha! E' appena distinguibile! Lo si vede camminare... Chinarsi... E... Ehy! Cogliere la stella alpina che avevamo lasciato noi!!!





Naaa... Le soddisfazioni più grandi sono le città d'arte.



Qui si viene derubati per il cibo, per i souvenirs, si hanno code interminabili per le file ai musei (naturalmente sempre sotto il sole) ci si deve coprire negli unici posti freschi (le chiese) e dalle mappe si viene continuamente condotti, inspiegabilmente nella zona industriale anzichè nel tanto agoniato parco con vista su reperti archeologici...



Eh sì... L'estate ci riserva cose meravigliose non voglio sentire più una sola lamentela intesi? E' arrivato il caldo afoso con le sue mille sfaccettature e le sue meraviglie! Che stiamo aspettando?

 
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